🛡️ Esigenze
Esposizione: Soleggiata
Suolo: Tutti i tipi di suolo
Rusticità: Dipendente dalla specie specifica
Resistenza: Mediamente elevata al vento e all'inquinamento
Patogeni: Mediamente resistente
🌳 Morfologia e Sviluppo
Classe dimensionale: 1° grandezza (fino a 30 m max)
Velocità di crescita: Lenta
Maturità vegetale: 100 anni
Chioma e rami: Mediamente aperta e fitta (portamento mediamente ovoidale conico)
Radici: Mediamente profonde con molte radici secondarie
🍂 Estetica e Ciclo Stagionale
Corteccia: Mediamente grigia e corrugata (ornamentale)
Foglie: Lobate (mediamente ornamentali)
Fioritura: Non ornamentale
Frutti: Ghiande
La quercia (Quercus) è una pianta appartenente alla famiglia delle Fagaceae, molto diffusa nell’emisfero settentrionale e nota per la sua straordinaria longevità e resistenza.
Il genere comprende ben 500 specie che si differenziano principalmente tra caducifoglie (Rovere, Farnia, Cerro, …) e sempreverdi (Leccio, Sughera,..)
Nel giugno del 2026 è stata dichiarata morta il Major Oak, la famosa quercia di Robin Hood nella foresta di Sherwood. Si stima che abbia vissuto tra gli 800 e i 1200 anni. Non fosse stato per il cambiamento climatico, la siccità e il compattamento del suolo dovuto al turismo avrebbe probabilmente proseguito la sua vita per diversi altri anni.
Caratteristiche botaniche:
Sono alberi maestosi e di prima grandezza (alti fino a 25-30 metri) con un’enorme chioma espansa e folta. Le radici sono profonde e diffuse in modo da dare stabilità alla pianta anche in terreni poco ospitali e in modo da procurarsi l’acqua in caso di siccità. Vivono in suoli poveri in collina e pianura.
Le foglie si differenziano molto in base alla specie di quercia ma sono comunemente note per i loro margini dentati o lobati. È una pianta monoica, quindi con fiori maschili e femminili diversi ma sulla stessa pianta. Il frutto tipico della quercia è la ghianda, di cui vanno ghiotti ghiandaie e scoiattoli. Da questi animali dipende moltissimo la moltiplicazione delle querce, in quanto la loro pessima memoria li porta a dimenticare circa il 74% delle ghiande sottoterra, che avranno poi modo di germogliare la primavera successiva.
Tecniche di coltivazione:
Per una crescita rigogliosa, la quercia richiede un’esposizione in pieno sole e un terreno profondo, fertile e di medio impasto anche se, come detto precedentemente, si adatta molto bene a terreni sassosi o calcarei. Essendo una pianta di prima grandezza richiede spazi molto ampi e tanta pazienza in quanto ha una crescita molto lenta. Un detto popolare recita: “La quercia ci mette 300 anni per crescere, 300 anni per vivere e 300 anni per morire”.
È consigliabile piantare le querce da giovani in quanto soffrono molto i trapianti in età avanzata. La potatura va limitata a interventi di eliminazione del secco o rami incrociati.
Specie di querce presenti in Italia:
In Italia crescono spontanee circa 15 specie di Quercus. Di seguito le più diffuse.
Querce a foglia caduca:
- Roverella (Quercus pubescens) è la più comune in Italia e vive in collina e bassa montagna
- Cerro (Quercus cerris) è tipica della zona degli Appennini ed ha foglie molto intaccate
- Farnia (Quercus robur) vive in terreni umidi di pianura ed ha foglie con due orecchiette alla base
- Rovere (Quercus petraea) vive in collina e media montagna ed è molto simile alla roverella ma con lobi meno profondi
-Farnetto (Quercus frainetto): presente al centro- sud.
Querce sempreverdi:
- Leccio (Quercus Ilex): tipico della macchia mediterranea con foglie scure e coriacee. Resiste molto bene al caldo
- Sughera (Quercus suber): vive soprattutto in Sardegna, Toscana e nel Centro-Sud ed è famosa per la spessa corteccia spugnosa (il sughero)
Se prendiamo qualche esempio di quercia “esotica” tra le varie possiamo nominare la Quercia rossa americana (Quercus rubra) le cui foglie in inverno si accendono di un bellissimo rosso fuoco, la Quercia salicifoglia (Quercus phellos) originaria degli Stati Uniti centrali e orientali e la Quercia castanifoglia (Quercus castaneifoglia) originaria dei monti del Caucaso e Iran settentrionale.